Il giorno in cui nostra madre ci ha dato l’opportunità di venire in questo mondo e se, poco dopo, qualcuno ci avesse sussurrato all’orecchio, quello che sarebbe stato il nostro cammino nella vita, avremmo scelto di nascere, in questo tempo e in questo luogo, con le persone che abbiamo attorno?

Diamoci una risposta senza ancorarci ai momenti di sofferenza, più che a quelli di gioia e di spensieratezza, perché la vita, qualunque sia stato il nostro passato e qualunque sia il nostro presente va vissuta, in tutte le sue sfumature, le sue sfaccettature, in tutti i suoi colori e tonalità.

Jung diceva: “L’uomo deve sentire che vive in un mondo che, per certi aspetti, è misterioso; che in esso avvengono e si sperimentano cose che restano inesplicabili. Solo allora la vita è completa”.

Non possiamo vivere la nostra vita con l’ardire di volerla controllare, perché non è possibile, così facendo ci condanniamo al fallimento e all’infelicità, ma dobbiamo viverla con la consapevolezza di voler accogliere tutto quello che ci offre.

ACCETTAZIONE: questa la parola chiave per la trasformazione, l’evoluzione e per il cambiamento.

Nel momento in cui accettiamo quello che ci dona, a prescindere che siano momenti di gioia o di disagio, il quel momento apprenderemo il senso più profondo di quello che stiamo vivendo.

Non possiamo lasciarci sopraffare dalla paura, dalla rabbia, dalla vergogna, dal desiderio di vendetta o dal dolore, così facendo resteremmo intrappolati dentro una gabbia, una prigione che ci può condurre alla patologia psichica, perché quelle che possiamo definire emozioni negative, solo alla base dei più comuni disturbi, come l’attacco di panico, il disturbo d’ansia generalizzata, il DOC, la depressione, i DCA, solo per citarne alcuni.

Le emozioni sono tutte positive, ma per poterlo essere dobbiamo essere noi a gestirle, non loro che gestiscono noi, impedendoci così di cogliere il vero senso dell’esperienza.

E’ necessario che impariamo ad onorare le emozioni che la vita ci porta e, contemporaneamente, accogliere le sfide che ci fa incontrare nel nostro cammino.

Tutto questo lo possiamo fare ripetendo dentro di noi una parole: GRAZIE!

Grazie per i genitori che ho o che ho avuto, grazie per le mie amicizie, grazie per i momenti non facili, grazie per i miei pensieri, grazie per le mie emozioni, GRAZIE PER QUELLO CHE SONO!

Grazie a mia madre per avermi messo al mondo

A mio padre, semplice e profondo

Grazie agli amici per la loro comprensione

Ai giorni felici della mia generazione

Grazie alle ragazze, a tutte le ragazze

Grazie alla neve, bianca e abbondante

A quella nebbia, densa e avvolgente

Grazie al tuono, pioggia e temporali

Al sole caldo che guarisce tutti i mali

Grazie alle stagioni, a tutte le stagioni

Ma che film la vita, tutta una tirata

Storia infinita a ritmo serrato

Da stare senza fiato

Ma che film la vita, tutta una sorpresa

Attore, spettatore tra gioia e dolore

Tra il buio ed il colore

Grazie alle mani che mi hanno aiutato

A queste gambe che mi hanno portato

Grazie alla voce che canta i miei pensieri

Al cuore capace di nuovi desideri

Grazie alle emozioni, a tutte le emozioni[…]

(Ma che film la vita – Nomadi)