Il Potere che cos’è?

Quando si parla di Potere, sul piano personale, si fa riferimento alla facoltà che ognuno di noi ha di fare qualcosa, assecondando i propri desideri, la propria volontà pervenendo, a volte, ad influenzare il comportamento degli altri.

Sofocle, uno dei più grandi drammaturghi del periodo greco affermava: “Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si veda gestire il potere”.

E allora, abbiamo mai riflettuto in che modo esercitiamo il nostro potere?

Educando i nostri figli, nei confronti della persona con la quale abbiamo una relazione intima, nei riguardi dei colleghi di lavoro, nelle relazioni amicali o lavorative?

Se riflettiamo su tutti questi aspetti e, anche, molti altri, potremmo accorgerci di avere il Potere di un piccolo lombrico che, con fatica e agilità, si scava delle gallerie sul terreno, perché la riflessione fondamentale è che il Potere lo dobbiamo Creare, non cercare, il Potere non è sulle persone, ma è da condividere con chi può e vuole camminare al nostro fianco, condividendo i nostri obiettivi.

La Persona di Potere non è colui che si rende Indispensabile agli occhi degli altri (ricordiamoci il vecchio detto popolare che “siamo tutti utili e nessuno è indispensabile”), bensì colui che sa e vuole essere utile, è colui che non dà le soluzioni, ma propone una molteplicità di strumenti, per aiutare la persona alla scoperta della sua verità e della sua strada, che è solo ed unicamente sua.

Papa Giovanni XXIII aveva invitato i fedeli a

  • guardarsi negli occhi senza sfidarsi;
  • avvicinarsi gli uni agli altri senza incutersi paura;
  • aiutarsi scambievolmente senza compromessi;
  • cercare il dialogo tenendo presente la differenza tra errore e errante”.

Guardarsi negli occhi senza sfidarsi, senza sentire chi ha il potere e chi no, chi è il migliore e chi è il peggiore, chi è il grande e chi è il piccolo, creando una complicità unica, che ci faccia sentire accolti e non giudicati.

Avvicinarsi gli uni agli altri senza incutersi paura, senza sentire il bisogno di dominare, creando un’intimità, che nasce dal rispettarsi e dal riconoscersi nella sua unicità.

Aiutarsi scambievolmente senza compromessi, ponendosi al servizio dell’altro senza aspettarsi niente in cambio e non come espressione del proprio dominio e Potere.

Cercare il dialogo tenendo presente la differenza tra errore ed errante, accettando la nostra fallibilità, che andrà vissuta come una risorsa e non osservata con gli occhi del nostro Critico Interiore, che ci farà sentire, perennemente, sbagliati.

Hobbes sosteneva che il potere di un uomo è dato dai mezzi di cui dispone al presente, per ottenere un possibile bene futuro, che equivale a dire che ai nostri giorni è potente colui che ha molte possibilità di dominare, manipolare, acquistare…

Il Potere non è sugli altri e non è espresso con i beni che possediamo, bensì è dato dal nostro Valore Interiore, da quello che siamo.

 Seneca sosteneva che nessun potere eguaglia il Potere su di Sé, che può divenire la garanzia per sperimentare  le nostre opportunità ed esprimere la Fiducia in noi stessi.