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Quando ho visto la foto della Nebulosa Velo, fatta da colui che definisco non solo un appassionato ma, anche, un cultore della fotografia astronomica, Cesare Galloni, ho sentito che c’era un’assonanza tra quello che stavo scrivendo e l’immagine.

Mi ha colpito la stella che brilla più di tutte le altre, immersa in un buio profondo, costellato da tanti piccoli punti luce, su cui svetta un battito d’ali.

Ho, simbolicamente, associato quella stella alla Speranza, che non deve mai mancare nei momenti difficili della vita, perché capace di illuminarci la strada da intraprendere e perseguire con perseveranza, senza mollare mai, nonostante le battute d’arresto.

So che non è facile Accettare gli eventi della vita che ci mettono alla prova, soprattutto quando implicano anche la sofferenza fisica, ma se ci soffermiamo a riflettere sull’importanza di questo passaggio, che potrà consentirci di riappropriarci e di accogliere il nostro vissuto, la nostra storia personale, entrando così in contatto con un senso di potere personale, che può alimentare la percezione di Libertà’ e Speranza, potremmo così oltrepassare il senso d’impotenza, dell’essere inermi, ricordandoci che altre volte abbiamo superato situazioni che, all’apparenza, sembravano insormontabili, riscoprendo così la Fiducia nel futuro e la capacità di affrontare il presente.

Come accorgerci di questo passaggio?

Quando riprenderemo ad apprezzare le piccole cose, un tramonto, il sorgere della luna, un bambino che gioca, un sorriso, il profumo di un fiore, il cinguettio degli uccelli, lo stupore dinanzi ad un immagine …ecco, in quell’attimo, attraverso quel piccolo gesto ci avviamo verso il cambiamento, ci riapriamo alla vita, all’incontro, al binomio Accettazione e  Speranza.

Atro binomio imprescindibile è quello fra Malattia e Speranza, in quanto la presenza della prima, senza la seconda, rende più difficile il processo di guarigione, a volte addirittura irraggiungibile.

Etimologicamente il termine Speranza si ricollega al  latino Spes, e sta ad indicare quel sentimento di fiducia verso un esito positivo delle cose. Fiducia e positività che non possono mancare proprio nei momenti di malattia, determinando così un cambiamento sulloutcome, sulla possibilità di pervenire all’esito tanto anelato e desiderato, in seguito alla confluenza di più approcci.

E’ innegabile che la malattia abbia un effetto destabilizzante su ognuno di noi, a maggior ragione se ci troviamo a dover affrontare una patologia grave, non solo nostra ma, anche, di persone che amiamo o con le q abbiamo un legame affettivo molto profondo, e la nostra prima reazione è quella di voler debellare i sintomi, di farli scomparire, in qualunque modo e attraverso tutti i mezzi a nostra disposizione, per poter andare oltre il senso di Impotenza che ci avvolge, fino a toglierci quasi il respiro.

Ma se incominciassimo a fare un passo in dietro dinanzi al sintomo e iniziassimo a chiederci “Come mai ho frequentemente mal di stomaco? Perché’ la mia testa, improvvisamente, inizia a dolermi? Come mai la mia pressione si alza improvvisamente? In quali momenti inizia? Quando si acuisce che cosa sto facendo? Con chi mi sto relazionando? Quali parti di me stanno cercando di comunicarmi, attraverso la sintomatologia, la mia sofferenza emotiva?”, avremmo degli elementi in più, potremmo implementare la capacità di emersione dell‘Accettazione, visto che sarebbe la naturale conseguenza di un processo di Consapevolezza.

Farci queste domande e provare a darci una risposta ci potrebbe aiutare nel fare un passo indietro per cercare di comprendere il significato profondo di quel malessere.

Se arrivassimo a comprendere che il sintomo non è solo sinonimo di malattia ma, anche, espressione di un disagio emotivo che non abbiamo compreso a livello cosciente, potremmo non solo alimentare un nostro atteggiamento ottimistico, che ci aiuterà nell’esplorazione del significato stesso della malattia, implementando così la nostra Resilienza, la nostra capacità di rialzarci e di non mollare mai, arrivando, addirittura, ad esprimere un senso di gratitudine nei confronti di quel momento critico della nostra vita, proprio per l’insegnamento ricevuto, grazie alla nostra capacità di esplorarci e di voler acquisire una consapevolezza che ci potrebbe aiutare non solo a stare meglio ma, anche, a modificare il nostro comportamento nel qui ed ora.

Potremmo sentire il bisogno di trasmettere agli altri la nostra esperienza, avere il desiderio di aiutare l’altro, dopo aver fatto tesoro del nostro vissuto, potremmo sentire che la Tristezza, la Disperazione, l’Angoscia non sono più quei compagni interiori che ci accompagnano quotidianamente, perché hanno lasciato il posto alla Gioia di vivere, di sperimentare e di scoprire, facendoci salire sulle ali immaginarie della Nebulosa Velo, con l’obiettivo di pervenire ad uno stato di maggiore Serenità .

Certo non è facile raggiungere tutto questo, attraversando quel tunnel buio, che sembra non avere fine, dove solo in alcuni momenti abbiamo avuto l’illusione di vedere quella stella brillare più forte, per indicarci la strada e la direzione da percorrere, ma il cammino verso l’Accettazione consiste in un percorso lungo, durante il quale potremmo assaporare e riflettere sul nostro vissuto, sulla nostra esperienza, rendendoci magari conto che è stato un viaggio verso la crescita, nel corso del quale abbiamo recuperato la Compassione verso noi stessi e il Mondo, oltre ad aver favorito l’emersione della Fiducia in noi stessi e negli altri, facendoci sentire pronti per una nuova sfida, con l’intento di non perdere mai più l’ascolto interiore, oltre alla percezione della nostra forza e del  nostro Coraggio.

Hal Stone ha affermato che “se di qualcosa possiamo essere certi nella vita  è che , prima o poi, ci capiterà di ammalarci”, ma Edward Bach sosteneva che “la Malattia è una specie di disarmonia, che insorge quando una parte del tutto non vibra più all’unisono con le altre”, ed io aggiungo “in conseguenza di uno stato di caos, generato da un disequilibrio emotivo/relazionale, nel corso del quale abbiamo perso il contatto con noi stessi e con la nostra essenza”.