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Che correlazione c’è tra le Costellazioni Familiari e il Voice Dialogue?

Innanzitutto sono entrambi due tecniche che mirano al riequilibrio, la prima del sistema familiare, la seconda interiore, ed entrambi generano cambiamenti energetici.

Nel momento in cui, attraverso la Costellazione, viene riportata l’armonia nel contesto familiare, anche quegli aspetti interiori della persona che, fino a quel momento, la portavano ad intessere delle relazioni, a volte conflittuali, tendono a modificarsi, riaprendo un dialogo che consente di trovare una soluzione.

Nel momento di trasformazione delle dinamiche relazionali il Voice Dialogue aiuta nell’acquisizione della consapevolezza delle proprie modalità di interazione.

Ma le Costellazioni Familiari che cosa sono?

Per coloro che non ne hanno mai sentito palare mi preme sottolineare che sono state messe a punto da Bert Hellinger[1], anche se le origini possono essere ritrovate nell’espressione di “anima collettiva”, coniata da Freud, in Totem e tabù, con la quale faceva riferimento a quei sentimenti che si trasmettono da una generazione all’altra, conseguenti ad un errore/colpa, di cui le persone non hanno né consapevolezza, né ricordo.

Carl Gustav Jung ampliò questo concetto parlando di “inconscio familiare e collettivo”, all’interno del quale sono rinvenibili i ricordi delle esperienze e delle emozioni dei nostri antenati, che vengono trasmessi da una generazione all’altra.

Questo esiste al di là del singolo individuo e della sua esperienza e, proprio per questo, va a cumulare l’esperienza di tutta l’umanità.

Fu proprio lui, all’interno della sua opera autobiografica Ma vie, ad affermare che durante l’elaborazione del suo albero genealogico aveva riscontrato una strana correlazione fra il suo destino e quello dei suoi avi, tanto che aveva la percezione di essere sotto l’influenza di cose/problemi che erano stati lasciati aperti, incompiuti dai suoi antenati, che lui avrebbe dovuto risolvere o anche, semplicemente, prestargli attenzione. Affermava inoltre che, in ambito psicoterapico, non era ancora stato dato abbastanza spazio a questo aspetto.

Dopo di lui, negli anni ’70, Jacob Levi Moreno ha creato lo Psicodramma.

 Questo si fonda sul teatro spontaneo, all’interno del quale gli “attori”, sono invitati a ricoprire parti di sé che non  conoscono e che non usano nella vita di tutti i giorni. Questo studioso introdurrà il concetto di co-coscienza e co-inconscio familiare e gruppale.

Il concetto di co-inconscio familiare transgenerazionale sarà sviluppato in modo più approfondito da Ivan Boszormeny – Nagy, che era uno psichiatra ed è stato uno dei fondatori della terapia familiare e, nello specifico, dell’approccio contestuale.

La trasmissione transgenerazionale, a cui Nagy fa riferimento, riguarda le situazioni conflittuali che non hanno avuto una risoluzione, i non detti, i segreti, le morti premature…

Questo studioso introdusse il concetto di lealtà, fra i membri del gruppo, di parentificazione, per indicare un’inversione di ruoli, in cui anziché essere il genitore che accudisce i figlio, avviene  l’inverso, per cui si viene a creare un disequilibrio nel sistema, di giustizia familiare, per indicare un ipotetico libretto dei debiti e dei crediti, che si tramanda da una generazione all’altra, e se vengono a crearsi dei ruoli fissi, nessuno adempie ai debiti e questo porta ad una ripetitività della situazioni, e di mito familiare, perché all’interno di ogni sistema esistono delle regole e dei miti, che vengono dati per scontati, per questo non viene fornita nessuna spiegazione in merito, a coloro che fanno parte del sistema familiare. Possiamo rinvenire la presenza di entrambi osservando il funzionamento del sistema, attraverso le generazioni.

Negli anni ’80, Anne Anceline Schuetznberger, ha approfondito gli studi sulle trasmissioni transgenerazionali degli eventi traumatici, riscontrando molte coincidenze di date e di eventi dolorosi, all’interno di famiglie che si trovavano a vivere momenti tragici senza, a volte, una piena e oggettiva spiegazione.

Questo breve excursus era fondamentale per far comprendere da dove si è partiti e che le Costellazioni sono il frutto di lunghi anni di studio e sperimentazione.

Questo metodo aiuta a portare alla luce e a sciogliere gap, vuoti, segreti…che sono stati trasmessi da una generazione all’altra, che possono essere anche alla base di problemi fisici.

Nelle Costellazioni l’individuo è visto sempre in correlazione con il sistema familiare, non è mai considerato come soggetto singolo, ma messo in correlazione con il contesto relazionale, da cui emergono le criticità.

Hellinger ha individuato, in ogni sistema familiare, degli ordini strutturati e fissi, che sono funzionali al mantenimento dell’equilibrio e alla sopravvivenza del sistema stesso, e gli ha dato il nome di Ordini dell’Amore, in quanto sono quelli che hanno generato il senso di appartenenza al clan e la sopravvivenza di tutti i membri.

All’interno del sistema familiare esiste il senso dell’ordine e dell’equilibrio (come del resto all’interno di ogni sistema), pertanto se un componente subisce un torto, questo deve essere sanato dal suo successore, se ciò non avviene questo va a creare dei vuoti, che generano un disequiibrio e che fanno si che questa persona sia esclusa o dimenticata, per cui si viene a creare una pressione energetica, fino a quando un successore non ne difende i diritti, identificandosi con lui, a volte anche ripercorrendone il destino. A questo proposito Hellinger parla di “irretimento”.

In questo caso la Costellazione aiuta nel ricreare un equilibrio nel sistema, portando armonia in situazioni e dinamiche di cui non eravamo assolutamente a conoscenza, se non in minima parte, infatti il grande contributo di questo metodo consiste nello svelarci quello che non conosciamo del nostro sistema familiare, quello che va oltre i condizionamenti che ci sono stati dati, e nel ridonare stabilità alle nostre radici.

L’atteggiamento da assumere nei confronti di una costellazione è quello di apertura al sistema, senza pregiudizi o chiusure, in uno stato di accettazione di ciò che può emergere che, anche se in una fase iniziale può spiazzare, poi ci sarà modo di avere delle conferme nel qui ed ora.

 

Come si fa una Costellazione Familiare?

 

Sono necessari alcuni elementi, ossia un Cliente, che espone il suo problema, che porta una domanda su cui vuole lavorare, un Facilitatore, che facilita il processo, facendolo evolvere verso una soluzione efficace e dei Rappresentanti[2], che mettono in scena quanto esposto dal Cliente, e possono essere delle persone o degli oggetti, dei fogli, se viene fatta individualmente.

Il Cliente dispone nello spazio i Rappresentanti che si aprono al sistema ed esprimono liberamente il loro sentire[3], portando alla luce il vissuto emotivo delle persone che stanno rappresentando.

In un lasso di tempo abbastanza breve è come se la Costellazione entrasse in una situazione di stallo, di blocco, in una specie di congelamento: questo è quello che Hellinger (come affermato sopra) aveva definito irretimento, in cui emerge il punto focale della situazione relazionale, il nodo che va sciolto.

Questa presa di coscienza genera già un iniziale sblocco del Cliente ma, successivamente, attraverso un graduale spostamento dei rappresentanti o l’inserimento di un altro elemento, o l’enunciazione di frasi, se necessario, che ridefiniscono i ruoli, il sistema viene riportato al giusto equilibrio, e il soggetto coinvolto riprenderà il suo posto, ridefinendo le relazioni con i membri del sistema[4].

Mi preme sottolineare che quando si parla di sistema si fa riferimento a tutti quei contesti relazionali (genitori/figlio/i, di coppia, amici, colleghi di lavoro) in cui ci sono situazioni di conflittualità, che ci impediscono di guardare avanti con fiducia e serenità.

In sintesi mi verrebbe da dire che da una parte la Costellazione consente di veder rappresentato il proprio sistema familiare e le emozioni che vengono veicolate al suo interno (di cui non abbiamo una piena consapevolezza), dall’altra ci permette di vedere la rappresentazione delle dinamiche che vengono messe in atto, consentendoci di acquisire la consapevolezza di quelle parti interiori che possiamo  riequilibrare attraverso il Voice Dialogue, con la differenza che nella Costellazione ci sono dei Rappresentanti, che mettono in scena il nostro sistema familiare, nell’incontro individuale di Voice Dialogue, siamo noi stessi che esploriamo le nostre parti interiori, per riportare un equilibrio nel nostro sistema interiore.

 

 

 

 

 

[1] Hellinger si era appassionato agli studi di Filosofia, di Teologia e Pedagogia, in seguito era diventato Psicanalista, integrando la sua formazione con la Terapia Primaria, la Psicoterapia Sistemica Familiare, l’Analisi Transazionale e la PNL. A partire dagli anni ’80, in Germania,  ha iniziato a diffondere le basi teoriche e metodologiche delle Costellazioni Familiari Sistemiche.

[2] Non è un caso che le persone scelte come Rappresentanti si trovano poi a ricoprire ruoli che fanno parte del loro vissuto.

[3] Se viene fatta individualmente il cliente dispone, ad esempio i fogli, dove è scritto il nome delle persone coinvolte, e li dispone, dopo che sono stati mescolati, capovolti. A questo punto sale sopra i fogli ed esprime ciò che energeticamente percepisce.

[4] Quando emerge il blocco, questi viene riconosciuto ed elaborato e assimilato a livello di coscienza, favorendo così il processo di guarigione.