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Respiri profondi, passeggiate nel verde e soprattutto letture di un certo tipo. Ecco come trasformare le feste in una risorsa. E non viverle solo come bilancio di fine anno.

Per sopravvivere al Natale un modo radicale ci sarebbe. Basta seguire l’esempio di Viggo Montersen e dei suoi sei figli in Captain Fantastic, il film più sorprendente dell’anno. Lui, padre che ha deciso di crescere i bambini nei boschi in un’utopica Repubblica di Platone in stile hippy, invece di Santa Klaus festeggia il compleanno (cade il 7 Dicembre) del filosofo anarchico Noam Chomsky. Una sublime liberazione.

Ma se non riuscite ad attirare i vostri familiari verso il pensiero trotzskista e avete provato senza successo a convertirvi prima dell’Avvento a una delle molte religioni che non contemplano festeggiamenti il 24 dicembre, allora il pranzone e i parenti non ve li toglie nessuno.

<<Bisogna prepararsi al martirio, perché nessun piano B può funzionare>> dichiara sconfitto Luca Bianchini, che sull’isteria da feste comandate ha scritto Cena di Natale (Mondadori), ora al cinema.

<<Si può cercare di ritagliare dei momenti per sé, magari un aperitivo molto alcolico con gli amici la sera prima>>. Ci vuole una valvola di sfogo:<< Verso le sei del 25 la fuga è d’obbligo, ma va preparata nei minimi dettagli. Nulla può essere lasciato all’improvvisazione quel giorno, se si vuole sopravvivere e non solo subire. E poi scandite il mantra: passerà e vedrai ti mancherà>> conclude lo scrittore. E’ un giorno che smuove le viscere, ci ritroviamo con il baby blue, come racconta Simone Tempia, autore di Vita con Lloyd (Rizzoli Lizard), vero successo editoriale, riflessioni metafisiche con un maggiordomo immaginario. <<Succede a tutti: dopo antipasti infiniti, vi trovate buttati sul divano, fuori è buio, la tv in sottofondo e lo sguardo spento, già proiettato verso il Capodanno. Sembra vivere in una capsula Nespresso dal nome Natale e dal sapore standard>>.

La trasformazione da giorno più bello dell’anno a frantumata di palle, per essere concisi, è un doloroso rito di passaggio dall’infanzia all’età adulta. Da piccoli ci dicevano <<Pensa come sono depressi quelli che oggi non hanno una famiglia>>. Da grandi capiamo che sono depressi quelli che ce l’hanno. […]

Le richieste di aiuto e supporto psicologico aumentano.

<<Da metà novembre i pazienti cominciano a moltiplicarsi. E così le malattie legate all’ansia da bilancio di fine anno: nausea, emicrania, mal di stomaco, schiena bloccata. Sono conflitti emotivi che non siamo in grado di gestire>> spiega Edi Salvadori psicopedagogista.

<<Riportate l’attenzione su voi stessi, respirate a fondo e appena potete andate a passeggiare nel verde. Soli o con qualcuno con cui sentite un legame profondo >>.[..]

Terry Marocco – Panorama – 28 Dicembre 2016 n°1